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La Società
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Non ho mai creduto ad un campo da football come ad un luogo dove si svolgesse uno sport come un altro. Ho sempre visto il Football Americano come una metafora di mondi antichi, dove si esaltavano alcuni valori e se ne aborrivano altri. Giocare nei BARBARI significa sposare in pieno la filosofia del sacrificio, dell'onore e del cuore.
La nascita del team voluta da Daniele Napoli e da me stesso, serviva da richiamo per tutti quei veterani che in passato avevano dimostrato di essere affini alla nostra mentalità, e di professare così alle nuove leve e alle future generazioni, un football fatto di contatto fisico, di scontri violenti, di sofferenza estrema, di intensità, di vittorie e anche di…sconfitte.
Nei BARBARI è stato stravolto il tipico atteggiamento in voga dalle nostre parti, non più la famosa stella proveniente dal famoso team potrà permettersi di presentarsi agli allenamenti una tantum, i BARBARI sono tutti uguali e devono dimostrarlo tutte le volte; solo il più forte, il più veloce, colui che sopporta meglio il dolore, colui che colpisce più duro, che crede solo nella sua bandiera, avrà spazio e vita all'interno della squadra.
I BARBARI non prestano i propri giocatori a nessuna altra squadra, poiché sono fermamente convinto che queste esperienze extra non portino alcun vantaggio a quello che riguarda il nostro tipo di football. Chi gioca con i BARBARI deve imparare ad avere un solo cuore per un solo colore.
Chi non è più disposto e non si riconosce più in questo, è libero di andare via in qualsiasi momento, la nostra società infatti, ed ecco un altro nostro motivo d'orgoglio, non ha mai vincolato nessun giocatore , libera la scelta di giocare con noi, libera la scelta di andarsene, a patto che chi se ne va non potrà più far parte di noi.
Non sono stato il giocatore più forte, e forse non lo sarò mai, ma ho sempre praticato lo sport con il cuore, sacrificandomi a tal punto da lasciare sparsi sui campi parecchi pezzi del mio corpo. Ho sempre esaltato il mio nemico in quanto tale, poiché rispettando i diversi approcci a questo sport che caratterizzavano in modo diverso tutte le tecniche dei miei avversari, ho avuto la possibilità di confrontarmi lealmente ogni fine settimana di ogni campionato disputato, facendo crescere in me quella speciale sensazione che si prova ogni qualvolta sei messo di fronte ad una nuova battaglia.
Rispetto ancor di più le giovani squadre che pagano il noviziato, in quanto è agli inizi che gli sforzi sono più duri ed è in questi momenti che si formano le vere compagini.
Col passare degli anni, questo mio modo di intendere il football, ha fatto sì che fossi giudicato da alcuni come un folle, da altri monotematico, iperaggressivo, arcaico, eppure sono anni che studio e approfondisco le tecniche di allenamento dei professionisti americani sperimentandole, prima ancora che sui ragazzi, su me stesso, per cercare di migliorare ed avere verso questo sport un approccio sempre più specifico e professionistico. D'altronde non ho intenzione di continuare a giocare o peggio ancora crescere ragazzi con l'idea di credersi giocatori solo perché indossano casco e armatura.
Posso vincere o perdere tutte le battaglie, la differenza sta nel come vinco o perdo, si può uscire perdenti da una vittoria e vincenti da una sconfitta.
Questo è il football che voglio dai BARBARI, per ognuno di loro sono disposto ad essere il primo a scendere in campo e l'ultimo ad uscirne, questo è il football che è nel nostro sangue.



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